Dopo il famoso ed emblematico esempio di contenzioso LEED rappresentato dal caso Southern Builders v. Shaw Development, precedentemente approfondito sul nostro blog, è stata di recente avviata negli Stati Uniti (Cook County, Illinois, Circuit Court) un’altra azione giudiziaria avente ad oggetto l’applicazione del protocollo LEED for Homes.
La questione suscita grande interesse per molte ragioni. Innanzitutto, conferma, le nostre precedenti considerazioni circa i rischi legali connessi con l’ottenimento della certificazione LEED (quale che sia il protocollo prescelto). Rischi che è opportuno considerare sin dalle prime fasi del processo di certificazione. In secondo luogo, è bene ricordare che, proprio in queste settimane, il comitato standard e quello tecnico-scientifico stanno lavorando al fine di consentire l’adozione di un protocollo italiano simile, nei contenuti, al LEED for Homes americano.
Il progetto contemplava i lavori di ristrutturazione di un’abitazione residenziale situata nel distretto di Chicago. Dall’atto di citazione, emerge che era intenzione del committente, proprietario dell’immobile, ottenere la certificazione prescritta dallo standard LEED for Homes.
La società Vertex, incaricata di eseguire la progettazione ed i lavori di ristrutturazione, aveva realizzato un innovativo progetto che, avvantaggiandosi di interessanti tecniche di ventilazione passiva, permetteva di ridurre l’installazione di costosi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Ciò malgrado, la certificazione LEED for Homes non veniva concessa e la committenza agiva in giudizio per il risarcimento del danno.
Dalla lettura dell’atto introduttivo del giudizio, depositato dal committente, emerge che l’oggetto dei lavori assegnati alla Vertex era quello di realizzare “una moderna residenza unifamiliare sostenibile”. Il modello contrattuale adottato dalle parti era lo standard B105-2007, redatto dall’American Institute of Architects proprio per i progetti immobiliari residenziali.
Benché Vertex fosse stata incaricata di eseguire sia la progettazione che i lavori di ristrutturazione, le censure mosse dalla committenza al suo operato (almeno relativamente alle tematiche LEED) vertevano soltanto sugli aspetti progettuali.
Come nel caso Southern Builders v. Shaw Development, anche in questa fattispecie la committente contestava il mancato ottenimento della certificazione LEED da parte dell’USGBC. Difatti, le obbligazioni contrattuali assunte dalla parte committente erano senz’altro inadeguate e generiche rispetto agli obiettivi perseguiti.
Al momento, non sono disponibili ulteriori informazioni riguardo quanto specificamente previsto dal contratto di appalto. Sarà nostra cura tornare sull’argomento nei prossimi post.

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