Roma cambia marcia e punta sulla certificazione LEED per le Olimpiadi 2020

Dal recente convegno internazionale “LEED Italia per territori e quartieri sostenibili”, è emerso che il LEED può rappresentare uno strumento capace di influire in maniera decisiva sull’assegnazione dell’organizzazione dei Giochi Olimpici del 2020, per i quali la città di Roma si è candidata.

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Il primo esempio di ricorso avverso la certificazione LEED

Come anticipato, uno dei temi più scottanti del momento, con riferimento alle implicazioni giuridiche che emergono dall’applicazione dello standard LEED, è il già menzionato rischio di “decertification”. E che il rischio di cui si parla non sia soltanto un’ipotesi scolastica, lo dimostra il caso concreto su cui soffermeremo oggi la nostra attenzione. Caso quest’ultimo che, probabilmente, verrà a lungo ricordato come il primo esempio di ricorso avverso una certificazione già rilasciata.

Nel dicembre 2008 un gruppo di residenti (due ingegneri e cinque abitanti) della cittadina di Eagle River nel Wisconsin (U.S.A.), depositavano un ricorso di ben 125 pagine (disponibile cliccando qui), il cui scopo era quello di impugnare la certificazione LEED Gold concessa nel 2007 alla scuola Northland Pines High School da parte dell’U.S.G.B.C., sulla base del protocollo “LEED for New Construction Version 2.1”. (continua…)

Rischio di “decertification”

Nei precedenti commenti abbiamo fatto riferimento ai numerosi rischi che possono emergere dalla realizzazione di un progetto immobiliare LEED. Tra questi rientra, senza dubbio, quello relativo alla possibilità di revoca della certificazione rilasciata dall’ente certificatore Green Building Council Institute (“GBCI”).

Il tema è molto delicato e ha dato vita, negli Stati Uniti, ad un ampio dibattito. Il quesito che ci si pone è il seguente: la scoperta di un difetto nei requisiti dichiarati dal richiedente, che inficia la certificazione LEED, potrebbe comportare la revoca di quest’ultima?

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